Eravamo soli io e lui e il prato esteso e verde. L’erba profumava di fresco e le sue mani erano vicine alle mie.
Guardavamo il cielo azzurro e cercavamo di indovinare a che cosa assomigliavano le nuvole.
Una assomigliava a una macchina, l’altra a un pappagallo senza colori…
Ad un certo punto lui grida
- Guarda…Quella sembra un cuore…!!-
Io sorrisi e lui mi prese la mano e appena le nostre mani si sfiorarono il mio cuore fece cinque salti di gioia.
Era un'emozione fortissima.
È un gesto così piccolo ma che esprime un sacco di cose.
È un gesto così tenero che quando accade ti metti a sognare.
Poi mi guarda negl’occhi e mi dice
- Te lo regalo quel cuore lassù nel cielo…Che così quando muori hai già una casa!-
Poi mi lascia la mano e se ne va.
Le sue mani sono molto più grandi, più lisce delle mie e molto forti.
Le mie mani sono più tozze, ho la ruga della vita più lunga e sono deboli.
Ma assieme queste due mani formavano un armonia che adesso ormai non si sente più nell’aria!
Mi mancano quelle sue mani così perfette da poter stringere, con cui poter sognare, con cui giocare sotto i banchi di scuola…
Per me quel rapporto era una cosa splendida solo che dopo un po’ in lui sono iniziati i dubbi e sono arrivati gli ultimi giorni in cui ho potuto sfiorare le sue mani.
Abituarmi all’idea è stato molto doloroso ma adesso ci sono abituata.
Ma ogni volta quando lo vedo penso ancora a quel giorno delle nuvole e a quel tocco magico che mi ha fatto volare...
Guardavamo il cielo azzurro e cercavamo di indovinare a che cosa assomigliavano le nuvole.
Una assomigliava a una macchina, l’altra a un pappagallo senza colori…
Ad un certo punto lui grida
- Guarda…Quella sembra un cuore…!!-
Io sorrisi e lui mi prese la mano e appena le nostre mani si sfiorarono il mio cuore fece cinque salti di gioia.
Era un'emozione fortissima.
È un gesto così piccolo ma che esprime un sacco di cose.
È un gesto così tenero che quando accade ti metti a sognare.
Poi mi guarda negl’occhi e mi dice
- Te lo regalo quel cuore lassù nel cielo…Che così quando muori hai già una casa!-
Poi mi lascia la mano e se ne va.
Le sue mani sono molto più grandi, più lisce delle mie e molto forti.
Le mie mani sono più tozze, ho la ruga della vita più lunga e sono deboli.
Ma assieme queste due mani formavano un armonia che adesso ormai non si sente più nell’aria!
Mi mancano quelle sue mani così perfette da poter stringere, con cui poter sognare, con cui giocare sotto i banchi di scuola…
Per me quel rapporto era una cosa splendida solo che dopo un po’ in lui sono iniziati i dubbi e sono arrivati gli ultimi giorni in cui ho potuto sfiorare le sue mani.
Abituarmi all’idea è stato molto doloroso ma adesso ci sono abituata.
Ma ogni volta quando lo vedo penso ancora a quel giorno delle nuvole e a quel tocco magico che mi ha fatto volare...

Nessun commento:
Posta un commento